FORBIDDEN FRUIT ANTICIPAZIONI: SAHIKA ORDINA A YIGIT DI CONQUISTARE LILA
FORBIDDEN FRUIT – ANTICIPAZIONI: ŞAHIKA ORDINA A YIĞIT DI CONQUISTARE LILA
La stanza è immersa nel silenzio. Şahika è in piedi davanti alla finestra, lo sguardo fisso sulle luci della città che brillano come promesse mai mantenute. Sul suo volto non c’è traccia di esitazione. Ogni mossa è già stata calcolata, ogni rischio valutato. Per Şahika, il potere non è un desiderio: è una necessità.
Alle sue spalle, Yiğit attende. Sa che quel silenzio è più pericoloso di qualsiasi urlo.
“È arrivato il momento,” dice lei senza voltarsi.
Yiğit trattiene il respiro.
“Di cosa parli, madre?”
Şahika si gira lentamente, incrociando il suo sguardo con uno che non ammette repliche.
“Devi conquistare Lila.”
Le parole cadono come una sentenza. Yiğit resta immobile. Non perché non abbia capito, ma perché ne comprende fin troppo bene il significato. Conquistare Lila non è una questione di sentimenti. È una missione. Un’arma.
“Lila non è una pedina,” prova a dire Yiğit.
Un sorriso freddo compare sulle labbra di Şahika.
“Tutti sono pedine, Yiğit. Alcuni semplicemente non lo sanno ancora.”
Lila. Gentile, intelligente, diversa da tutte le persone che ruotano attorno a Şahika. Proprio per questo è pericolosa. La sua presenza comincia a contare, la sua voce inizia a pesare nelle decisioni della famiglia. E Şahika non tollera variabili fuori controllo.
“Ti avvicinerai a lei con calma,” continua Şahika. “La ascolterai. Le darai quello che le manca. Fiducia. Attenzione. Protezione.”
“E poi?” chiede Yiğit, con un nodo alla gola.
“E poi farà quello che vogliamo.”
Yiğit sa che rifiutare non è un’opzione. Şahika non chiede, ordina. E chi disobbedisce, paga.
Lila è seduta da sola quando Yiğit la incontra per la prima volta dopo quell’ordine. Sta osservando il vuoto, persa nei suoi pensieri. Non vede arrivare la tempesta.
“Posso sedermi?” chiede Yiğit con un tono calmo, quasi esitante.
Lila alza lo sguardo, sorpresa. Annuisce.
All’inizio parlano di cose banali. Nulla che sembri sospetto. Ma Yiğit segue il piano. Ascolta. Osserva. Nota ogni crepa, ogni silenzio non detto. E Lila, senza rendersene conto, inizia a sentirsi vista.
“Con te è diverso,” dice lei a un certo punto. “Non mi giudichi.”
Quelle parole colpiscono Yiğit più di quanto dovrebbe. Per la prima volta, il ruolo che sta interpretando comincia a confondersi con qualcosa di reale.
Şahika osserva tutto da lontano. Ogni sguardo, ogni incontro le viene riferito. Non prova gelosia, né preoccupazione. Solo impazienza.
“Non dimenticare perché lo stai facendo,” dice a Yiğit durante un incontro successivo.
“Non l’ho dimenticato,” risponde lui. Ma non è del tutto vero.
Perché più Yiğit conosce Lila, più sente il peso della menzogna. Lei si fida. Lei crede. E quella fiducia diventa una lama puntata contro la sua coscienza.
Lila parla dei suoi sogni, delle sue paure, del desiderio di una vita semplice, lontana dai giochi di potere. Ogni parola è una verità nuda, e Yiğit sente il terreno cedere sotto i piedi.
“Pensi davvero che qualcuno come te possa essere sincero?” chiede improvvisamente Lila, guardandolo negli occhi.
Yiğit resta in silenzio. È il momento più pericoloso.
“Ci sto provando,” risponde infine.
E per la prima volta, quella frase non è una bugia.
Ma nel mondo di Forbidden Fruit, la verità ha sempre un prezzo. Şahika inizia a notare l’esitazione di Yiğit. E l’esitazione, per lei, è un tradimento.
“Se ti stai affezionando, stai sbagliando,” gli dice con voce glaciale.
“E se non fosse solo un gioco?” osa chiedere Yiğit.
Şahika ride piano.
“L’amore è un lusso che noi non possiamo permetterci.”
Il rischio cresce. Lila si avvicina sempre di più a Yiğit, mentre l’ombra della verità si allunga su di lei. Basta un dettaglio, una parola fuori posto, e tutto potrebbe crollare.
Quando scoprirà di essere stata scelta, studiata, manipolata?
E quando accadrà, sarà una vittima… o una nuova nemica?
Yiğit si trova davanti a una scelta impossibile: obbedire a Şahika e distruggere Lila, o ribellarsi e perdere tutto ciò che ha sempre conosciuto.
E Şahika, nell’oscurità, sorride. Perché qualunque sia il risultato, qualcuno soffrirà. E per lei, questo è sempre stato l’unico vero obiettivo.
